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Le opere di fortificazione sono più presenti nel sud della penisola salentina, avamposto cristiano contro gli infedeli: opere militari superbe conservano Salve (nel 1537 oggetto di massicci attacchi da parte di corsari algerini), Morciano di Leuca (Castello Castromediano), Giuliano e Salignano, Acquarica del Capo, con il Castello Sforzesco del XV secolo, Scorrano, Taurisano, Tricase, con l'imponente trecentesco Palazzo Gallone al quale guardano l'intatto castello trecentesco di Depressa e quello quattrocentesco dei Trane di Tutino, Racale, Parabita, Palmariggi, Otranto con lo splendore del castello e della Torre Alfonsina, teatro di disperate resistenze, il castello degli Acquaviva di Nardò, Gallipoli (che ingloba fortficazione bizantina e fondazione angioina, con Rivellino del 1522, e poderosi bastioni), Galatone, Copertino (con possente castello cinquecentesco, ornato da un arco di trionfo, e con annessa cripta paleocristiana), per finire con Castro, il cui castello sorto sui resti dell'antica rocca romana domina il Canale d'Otranto ed è sentinella vigile sul mare. Le torri di avvistamento e di segnalazione, innalzate nel tardo cinquecento (più antica, a Leverano, la torre federiciana del XIII secolo, mentre a Lecce sono visibili le tre torri cilindriche di Belloluogo e del Parco, rispettivamente del XIV e del XV secolo), sono, nella loro severa essenzialità, dei veri e propri gioielli di edilizia militare che connotano fortemente le coste del Salento. Il turista potrà incontrarle in ogni luogo, e sarà sempre una gradita sorpresa ammirarle in contro luce, quando il sole muore dentro il mare, a suggello di una storia che, da queste parti, è stata storia di vele corsare, di guerre, di tradimenti e di sconfitte. Maestose quelle che spiccano sulla costa bassa dell'Alto Adriatico, da Torre Specchiolla a Torre Rinalda, da Torre Chianca ai ruderi di Torre Veneri, da Torre Specchia Ruggeri a San Foca e a Torre dell'Orso, da Torre Santo Stefano alla Torre del Serpe, entrambe nel territorio di Otranto, da Torre Sant'Emiliano alla Torre di Minervino (che domina l'insenatura di Porto Badisco) dalle Torri di Diso, di Andrano, di Tricase, di Tiggiano e di Alessano alla Torre dell'Omo Morto, che resiste impavide a Leuca, per passare alle Torri ioniche, partendo da Torre Vado, incombente sul porto, Torre Paliquasi naufraga in mezzo al mare, Torre Mozza e Torre San Giovanni (Ugento), Torre Suda (Racale), la gallipolina Torre Sabea, la spettacolare Torre delle Quattro Colonne e la solenne Torre dell'Altoa Nardò, arroccata su di un incatevole promontorio dal quale domina lo spettacolo di una costa che si perde a vista d'occhio, per finire, ancora in territorio neretino, con Torre Sant'Isidoro e Torre Squillace, in contatto visivo, più a nord con le Torri di Porto Cesareo. |